giovedì 10 novembre 2011

Una vecchia idea...

Germogliò tanti tanti anni fa, l'incontrai casualmente come succede spesso, dentro un libro, sembra incredibile la quantità di idee che si possono trovare nei libri anche quelli di fantascienza.

All'inizio mi sembrò fantastica, ovviamente questo entusiasmo va storicizzato all'era geologica dell'incontro con l'idea, stiamo parlando della piena età adoloscenziale dove tutto è bianco e nero. Un po' come i ricordi televisivi dell'epoca senza quei grigi che davano corpo e sostanza alle forme, che nel cervello di un adoloscente non sembrano necessari, si/no, giusto/sbagliato, ragione/torto un mondo binario, una approccio di uno e zeri che , ironia della vita, sarà fondamentale per la mia successiva carriera nel mondo informatico.
Divago come al solito, il mondo è fortunatamente un po' più complesso e la realtà non proprio così facile.

Uno scenario sociale ed un'idea annessa da tradurre principio generale, tanta strada da fare e comunque me ne innamorai subito, una forma di illuminazione sulla via di una Damasco laica.

Sono sempre stato interessato di politica, storia e sociologia, purtroppo niente università e quindi niente approfondimenti accademici, solo un lavoro lungo da autodidatta in un percorso tra il serio (saggi di psicologia e storia) ed il faceto (valanghe di fantascenza classica). Sarà per questo che ho continuato a fare l'informatico e le illuminanti idee di ingegneria sociale sono relegate a questo blog che leggo solo io! un successione!

Partiamo dall'inizio: alla base c'è un malessere quando mi fermo a pensare all'idea di democrazia e di suffragio universale, due principi fondanti e assolutamente indiscutibili, traguardi raggiunti con il sangue dei nostri nonni che hanno lottato contro dittature e idee scellerate fortunatamente uscendone vincitori.
Tutto molto bello però quando mi focalizzo il malessere rimane, c'è qualcosa che non funziona, prova ne è che proprio le dittature sanguinarie del XX secolo sono sorte usando proprio gli strumenti democratici per assumere il potere.

Accadimenti del genere dovremmo averli scongiurati definitivamente, più dal punto di vista degli anticorpi sociali, l'esperienza aiuta a non ripetere gli errori passati, che da vere e proprie regole democratiche condivise. Da questo ultimo punto di vista, mentre situazioni limite (nuovi uomini del destino che si appropriano del potere) si possono ragionevolmente escludere, rimane inalterato il rischio di democrazie che dipendono da scelte (il voto) fatte da persone assolutamente non in grado di valutare l'importanza, le conseguenze, la responsabilità che deriva da questo sacrosanto diritto.

Ricordo perfettamente che nel '94 mi nonna votò Forza Italia sulla base del semplice spot televisivo (?!) nel quale le veniva promesso un aumento della pensione... nel frattempo io mi dibattevo tra dubbi e speranze, valutando con attenzione i programmi elettorali, le persone proposte (allora si poteva ancora scegliere chi ti rappresentava); proprio in quell'occasione mi ritornò alle mente l'idea del libro di fantascienza letto anni prima. A far da sfondo alla solita avventura spaziale veniva raccontata una struttura sociale fantasiosa e fantastica in cui il diritto al voto non era "acquisito" dalla nascita ma si guadagnava, non sto a raccontare tutta la storia, il principio era semplice: votare ed eleggere i rappresentati è cosa importante, di conseguenza bisognava dimostrare di aver chiaro che l'esigenza della comunità viene prima di quella del singolo individuo. Non c'erano punizioni e/o ostracismo verso chi decideva diversamente semplicemente non poteva avere incarichi pubblici ne ovviamente scegliere i rappresentanti.

Per anni ho pensato (non che questa cosa mi togliesse il sonno) a come trovare una soluzione accettabile per la nostra democrazia malata... purtroppo non me ne è venuta in mente nessuna che non abbia forti controindicazioni o che non possa venire tacciata di fascismo. Continuo a pensare che per quanto il diritto di mia nonna a vedersi aumentata la pensione sia assolutamente legittimo, come questo si sia poi estrinsecato sia la cartina tornasole del problema, in questo caso si potrebbe parlare tranquillamente di circonvenzione di incapace, ma trattandosi del diritto inalienabile dell'elettore nessuno si pone il problema, avessero cercato di vendergli Bond Parmalat sarebbe stato diverso, ma in fondo dov'è la differenza?

Il problema si risolverebbe o si ridurrebbe di molto in usa società e uno stato dove l'educazione, la cultura, il sentimento di comunità fosse perseguito con veri investimenti nella scuola fin dal primo grado, ma questo si che è vera fantascienza.

Detto ciò continuo a pensare che dare la possibilità di scegliere i rappresentanti, o peggio farsi scegliere come rappresentate, a chi chiaramente pensa prima a se stesso e al suo bene che al bene della comunità, è come mettere una volpe a guardia di una allevamento di galline...




martedì 4 ottobre 2011

non c'è il due senza il tre

----------------------------------------------------------------------------------

Novembre '11

... ed infatti anche il "tre" è arrivato. Il sipario si è aperto per la terza volta, pubblico in sala, tensione alla stelle, stesse emozioni e paure della prima volta e tutto ciò è bene.
stesso gruppo rinforzato con nuovi entusiasmi e consolidati arrivi che hanno dato ulteriore spinta...

----------------------------------------------------------------------------------
Aprile '12
Così avevo iniziato mesi fa a raccontare la terza esperienza teatrale del nostro laboratorio, come mi succede spesso, pigrizia ed altri impegni hanno fatto si che il il "tre" iniziale si riferisse più alle tre righe scritte che al racconte della terza rappresentazione.
Pazienza, in fondo dalle poche righe scritte risulta chiaro dove sarei andato a parare, non tanto lontano dai precedenti post che raccontavano le precedenti esperienze... tutto bello, tutto emozionante! Facile! :-)

Le cose cambiano, che ci piaccia o meno il tempo fa il suo sporco lavoro, prospettive diverse ci danno una visione diversa sulle cose, fatti, emozioni, conoscenze, insomma la vita stessa sedimenta ed alla fine tutto cambia.

L'entusiasmo si attenua, ti distrai dagli obiettivi ed inizi a notare altre cose marginali se non addirittura fuori contesto, dinamiche e relazioni personali, che prima non interessavano, improvvisamente balzano agli occhi non più accecati dall'entusiasmo e dalla novità.

Succede in tutte le questioni umane, almeno nella mia esperienza è successo, sarà che tendo ad essere discontinuo, a stancarmi rapidamente anche dopo picchi di entusiasmo ragazzino, quale che sia la ragione è indubbio che succede ed anche questa volta è successo dove meno me lo sarei aspettato.

Per essere precisi dovrei dire che è ri-successo, la prima volta (vedi i vecchi post dei Giganti) il tutto è stato gestito, analizzato o per meglio dire psicoanalizzato, soprattutto è stato affrontato, discusso e finalmente superato. Una certa riserva da parte mia era rimasta, niente di che ma c'era più per dimostrare a me stesso che nel prosieguo del laboratorio le cose sarebbero cambiate. Ottimismo o ingenuità? Domanda inutile, a prescindere dalla risposta il risultato non cambia!

Ritrovarsi nuovamente in una situazione spiacevole non è facile da gestire, se poi le dinamiche sono le stesse allora non ci sono più chiarimenti, analisi che tengano...

lunedì 29 agosto 2011

... parlando di camminare (magari passeggiando lungo i corridoi di un aereo)...


... parliamo di viaggi , in pratica camminare con passi lunghi e ben distesi basterebbe una semplice mappa cittadina per raccontare l'itinerario... qui invece riporto una "fotografia" del mio vagabondare per bella palla azzurra... c'è sicuramente un po' di orgoglio e personale soddisfazione nel vedere il planisfero con tanti ricordi a forma di puntaspilli....



mercoledì 9 febbraio 2011

Segue GIGANTI emozioni

... già, è il momento: a ciascuno il suo personaggio... già ... ma cosa mi sta succedendo? ... delusione, sconforto, disillusione e poi rabbia? ... bella lì, sorprendo me stesso, non che volessi necessariamente il personaggio protagonista... ma così poco? ... Basta mollo tutto! Ma si, tanto con o senza uno stupido nano nulla cambia... peso specifico zero, mi vedo già a passare le serate delle prove ad ascoltare le battute degli altri, no e poi no! Non se ne parla, non è per me, chiudo qui, ME NE VADO!



Cambio cena: buio in sala, si apre il sipario, dietro le quinte si accendono delle torce, la musica sale, rumori di tuoni e tempesta... ora tutto è passato, ora è il momento della fantasia e del gioco. La torcia che ho in mano diventa parte di me... solo che io non sono più me!

Insieme agli amici dopo tanto cammino siamo arrivati finalmente in una vallata alle falde di una montagna...

Paura ed emozioni si sommano ma il tanto lavoro di questi ultimi giorni fa si che il tutto si trasformi in un'energia positiva: le parole, i gesti le emozioni diventano un tutt'uno,;è vero il cuore batte forte, c'è tensione in tutto il corpo, la giusta tensione... ma ecco che la realtà sprova ad insinuarsi sotto forma di gocce che scorrono sul viso! Inizio a sudare, spero solo che il pesante trucco tenga, fortuna che non ci sono specchi in scena... l'idea di vedere il grande lavoro di Antonio ridotto ad una maschera informe di cerone colorato mi distrae.

Riesco a riprendere il controllo, dimentico il sudore, il trucco e ritorno Quaquèo... le battute ed i personaggi si inseguono, la trama si srotola attraverso i nostri gesti, errori e momenti di panico si susseguono, tratteniamo il respiro anche se sappiamo perfettamente che il tutto fa parte del gioco, con slancio e fantasia riusciamo a recuperarli, il fondo il pubblico è ignorante e non ha mica il copione in mano... segue noi e la nostra energia...

Il tempo è volato... nella realtà 40 minuti sono stati vissuti sul palco come una lunga apnea, ora gli applausi del nostro pubblico che ci confortano dalle fatiche di questi mesi e di un fine settimana intenso con momenti di puro panico dove la parole più allegre sono state:"è un disastro".
In piedi sul palco mano nella mano con tutti gli amici riprendiamo possesso di noi stessi, inchini, ringraziamenti, la soddisfazioni di aver dato tutto per noi stessi e per i nostri amici che sono venuti a vederci.
Ma ecco che, come la volta scorsa, un brivido percorre il mio corpo, un velo di tristesta mi avvolge, nella mia mente vedo Quaquèo allontanarsi mestamente e rientrare nel copione, so' che resterà lì in attesa che qualcun'altro, sicuramente più bravo di me, lo riporti in vita,;ma mi rendo anche conto che quel Quaquèo sarà mio e di nessun altro; è uno strappo quasi fisico, vedere l'amico di questi mesi allontarsi così, dopo un cammino lungo e difficile pieno di incomprensioni, ci siamo conoscuti con fatica ed ora è giunto il momento di salutarci. Tristezza e gratitudine... addio Quaqueò

Come tutti i sentieri percorsi, una volta giunti alla loro conclusione, ne troviamo altrettanti che da li iniziano: c'è solo l'imbarazzo della scelta; importante è farla questa scelta...

Da quella serata dei Giganti sono passati dei mesi, ma siamo già in cammino...