Ho ricevuto oggi da un amico un estratto di un testo di Elsa Morante scritto nel 1945, mi sembra importante riportarlo non tanto per l'analisi del ventennio ma per la sua spaventosa attualità!
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Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
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non esiste un cammino da seguire ma il cammino si fa iniziando a camminare e, voltandosi indietro, si vede solo la strada che non si deve più percorrere!
mercoledì 10 marzo 2010
venerdì 5 marzo 2010
relativando...
Buffe maschere sbucano fuori, movimenti improvvisi, salti, corse, scherzi, chi parla, chi ulra e chi seppur muto ti fa capire tutto. Scherzi da saltinmbanco si susseguono freneticamente con risa contagiose, un rumore forte e secco i saltimbanchi si fermano... silenzio, musica, il telone scorre via si inizia, ma tutti era già iniziato!
Ancora più colori, movimenti apparentemente disordinati rivelano un sincronismo che rapisce, la voce e la musica ti avvolge, è in atto un rapimento collettivo, non più rinchiusi in un gabbia ma un'improvvisa leggerezza, sparisce la città, le pareti al loro posto si aprono orizzonti arabescati nuvole di fantasia. La punizione sarà terribile: il ritorno alla realta...
Sguardi sospesi e sorpresi con un leggero sorriso misto a stupore, le bocche lievemente aperte, i sensi tutti così occupati impediscono al cervello di chiudere la mascella. Gli occhi rincorrono colori movimenti ed ogni volta incontrano stupore e meraviglia.
La difficoltà ridotta a semplicità e nella semplicità ti rispecchi con gli occhi del bambino, perso nel sogno, affascinato da un gesto, un suono o un movimento, mi muovo con il ritmo e l'anima insieme vola con gli acrobati, i muscoli si tendono a mantenere l'equilibrio come se tutti fossimo su quell'improbabile bicicletta.
La fantasia stuprata tutti i giorni da una realtà piccola e noiosa, si risveglia con pochi gesti e qualche suono articolato, traspostati in luoghi stretti, siamo tutti sott'acqua, si fa fatica a respirare, manca l'aria, qualcuno aiuti, che si apra la porta!... la porta che non c'è! Magia, sogno ... vedere con gli occhi di un bambino.
Grazie Cirque du Soleil
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