lunedì 23 novembre 2009

En la vida todos es ir....

Buongiorno a... credo nessuno ma non importa.
In pochi giorni d'assenza molte cose sono cambiate nel mio mondo reale, e cio è bello! Ho sempre avuto una propensione positiva ai cambiamenti, in fondo il cambiamento non ha mai una valenza specifica in se stesso, l'essere positivo o negativo è un effetto collaterale che si lega indissolubilmente a chi lo vive. Subìto o cercato, il cambiamento è sempre un'occasione: se si coglie si superano errori, smarrimento, confusione, la spinta del cambiamento ti porta ad una prospettiva nuova con l'entusiasmo ragazzino proprio della novità.
Anche in situazioni che apparentemente nuove non sono, c'è sempre una prospettiva, un angolo buio in ciò che abbiamo di fronte tutti i giorni, che per abitudine o per noia ci può sfuggire, ben venga allora il sobbalzo, lo spavento, il tuono che ci sveglia, il lampo che acceca, il battito d'ali di una farfalla, l'evento inatteso, non voluto che rompre lo schema e ci obbliga a guardare davvero, che sposta e spinge oltre lo sguardo e la coscenza, che dalle fondamenta tutto fa tremare, che finalmente obbliga a muoverti!

Scusate questo breve incipit ma l'ho ritenuto necessario per fissare un passaggio e contemporaneamente un recupero di una visione che pensavo persa. Evviva!
Ritorniamo invece alle vecchie pagine ingiallite dal tempo, ultima puntata su quell'ottobre del 1996 e su quel passaggio strano che è stato imparare a scrivere (con la mano sinistra), non credo che ci sia un qualche significato profondo o chissà quale recupero o regressione, non mi si sono aperti orizzonti di conoscenza, semplicemente è stato percorrere un cammino, imparare qualcosa d i nuovoè muoversi.

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scrivere scrivere scrivere! Quante cosa da scrivere.
Quanti pensieri, sensazioni in questi giorni, persi
nella loro interezza solo perchè non si scrive e non
soono state fissate. Allora si continua a vivere
in questo minestrone d idolore e gioia senza confini.
Non sono perso, sono gli stessi punti cardinali
che si sono mescolati, mascherati e indistinguibili.
Così in continuo movimento corro felicemente verso
il panico o mi allontano urlando dalla felicità!
Fermarsi mai, non posso e non voglio. Tale e tanta è
la voglia che fermarsi mi provoca dolore fisico
e allora meglio correre senza più fiato correre forte
con il cuore in gola, senza pensare, razionalizzare,
sempre e solo muoversi verso emozioni e amore.
Vita, vita e ancora vita, è già così compressa, grigia
che anche il dolore se scelto acquista senso
e trova il suo significato di esistere nel riempire
il vuoto e la solitudine dei sentimenti.
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... qualche giorno dopo...
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prosegue la scruttura mancina.
lunedì, grigio, stanco, alle spalle
il fine settimana, strano, solo senza sole
in compagnia senza sole.
venerdì ho ucciso amore, con la freddezza
di un killer, con l'ingenuità di un bambino.
Lucida follia o estremo o ultimo gesto d'amore...
ma poi verso chi? egocentrismo o auto annullamento?
Quegli occhi freddi, accusatori, qualle
domanda che le braccia conserte e tutta
la tensione del corpo dichiaravano
non aspettare risposta.
E poi un'ombra, una voce sussurrata
sembrava come aiutata dagli antichi
mattoni perchè arrivasse sino a me.
piccola figura, fuggitiva, priva di pensieri,
emozionata, sensazioni fuggite che lasciano
impronte confuse, che occhi offuscati dalle
lasrime non riescono a cogliere ne decifrare.
perchè, perchè, perchè, e opi domande domande domande.
in fondo solo parole, limitate, povere, facilmente
corrompibili, doppio giochiste.
Ed allora ancora domande, dov'è , come sta', cosa
nascondevano quegl'occhi, cosa chiedeva quell'ombra
nella notte.
Occhi azzurri, grandi, fragili, Cosa chiedono quanto
sono disposti a ricevere?
Ed io, sono solo o voglio rimanere solo,
solitudine, fasulla, ricercata, rinnegata.
Così fortemente voluta da farmi annullare i sentimenti migliori.
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lunedì 16 novembre 2009

Riprendiamo dal recupero di vecchi scritti, che è la ragione primaria di questo spazio.
Stesso scenario del precedente: 1996, Milano, ottobre, se non vado errato un ottobre luminoso (ho questo ricordo). Forse prima è il caso di spiegare il senso ed il perché nel sottolineare la "scrittura mancina":
Nasco mancino, lo siamo quasi tutti in famiglia, da sempre la mano prediletta è la sinistra ed in questo c'è anche una punto d'orgoglio, in italia almeno tra i non più giovani, non siamo in tanti, sicuramente non il 50% come si suppone che statisticamente dovrebbe essere. Già! Ma come mai? In casa mia come credo in molte case italiane, la mano sinistra era considerata la mano del "diavolo"... nonna dixit, Ecco che, intorno ai 4/5 anni impugno naturalmente con la sinistra la penna per la prima volta ed arriva l'urlo strozzato della nonna: "nooooo! con la sinistra nooooo!", questo probabilmente è l'inizio del mio progressivo allontanamento da qualsiasi religione e o credenza popolare associata.
Il risultato è che per decenni ho tranquillamente scritto con la destra e fatto tutto il resto con la sinistra! Fino ad un autunno del 1996, tutto nasce dalla casualità dall'impugnare per la prima volta consapevolmente una stilografica con la sinistra... i risultati sono questi (l'omissis iniziale è banalmente il nome e cognome, un minimo di privacy, mentre i segni "#" rappresentano le correzioni reali sul foglio di carta):

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(omissis)...
questa scrittura con la mano
sinistra è un timido
tentativo di recuperare una
conoscenza o meglio un
equilibrio interiore da sempre
negata dalla mano destra
sensazioni ed emozioni per
me nuove, come la scrittura
che appare lentamente così
infantile e insicura
lenta, così lenta obbliga il
cervello a pensare esclusivamente
ad essa. Bella perchè infantile,
fragile tenta di farsi capire, di
non creare fraintendimenti, pura
perchè appena nata.
Può essere lo specchio della mia
anima? Posso attraverso la scrittura
mancina, percorrere una nuova strada
verso quel labirinto di emozioni e pensieri
del quale non ho mai avuto le chiavi
d'accesso?
In ogni caso è piacevole scrivere in questo
modo, rilassante e allo stesso tempo impegnativo.
Difficile scrivere veloce ed in buona calligrafia
ma il solo riuscire a leggere ciò che è scritto è
motivo di orgoglio, piccolo, forse, ingiustificato,
però presente, impossibile da ignorare.
Noto ### che la ### caratteristica che più
salta agli occhi è la miniatura dei caratteri e anche
la terza dimensione, che qui non si può vedere,
l'impugnatura della penna piccola e diversa.

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domenica 15 novembre 2009

amara Ironia

Scrivere è un esercizio difficile, trasporre idee, sensazioni, pensieri e sentimenti in forma tale da non fargli perdere forza e significato è un lavoro vero, faticoso... ho avuto sempre la tendenza al fancazzismo e fin quanto possibile ho cercato di evitare il lavoro, siamo al primo incontro con l'ironia di cui al titolo di questo post: sto scrivendo, quindi sto lavorando, di conseguenza sto facendo fatica, ma non ero io quello che ama fare nulla? L'unico che si può argomentare che questo è un problema secondario ed un falso problema... ed è assolutamente un'argomentazione valida: sto divagando e so' perfettamente il motivo e so se voglio scriverlo!

Domenica pomeriggio, fredda e grigia, anche il tempo è svogliato come me: non si decide, piovo o non piovo? Viro verso una luminosa giornata autunnale o rispetto il calendario e scarico giù un po' di sana pioggerellina fredda, magari unita ad una altrettanto salutare nebbiolina? Niente di tutto ciò, è lì che tentenna tra grigiume e momentanei schizzi di azzurro. In fondo se la cava meglio di me, vorrei avere io momentanee schiarite!

Niente da fare, divago, cerco argomenti che mi allontanino da me stesso, lascio che a distrarmi sia qualsiasi evento lontano o marginale, ora ad esempio mi sono fissato sul rumore monotono e ripetitivo dell'asciugatrice, tump, tapum, pum, tump...

Meglio chiudere qui per oggi, tanto trovare le parole per riportare sul monitor ansia, frustrazione, rabbia, delusione, insofferenza, inadeguatezza e mi fermo qui, non vorrei passare per presuntuoso, dicevo che è inutile provare a trasporre qualcosa che non riesco a focalizzare, che mi sfugge, o meglio, che lascio sfuggire. Qui trova nuovamente senso il titolo: ironia, amara e feroce ironia, ho intitolato questo blog con una poesia di Machado che parla del cammino, del movimento... proprio quello che ora mi riesce più difficile.

Ed allora provo a dare un senso pratico a questa mia inutile comparsata, di seguito riporto la mia parte nella commedia di Moliere "Don Giovanni" che con il laboratorio teatrale stiamo mettendo in scena. Vuole essere un esercizio per la memoria e quindi prometto che non copierò dal copione!(I "." corrispondono alle battute degli altri personaggi).

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Confesso Signora che sono stupito e che qui non vi aspettavo!
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Signora, c'è Sganarello qui che sa per quali motivi ci siamo determinati a partire!
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Avanti! Parla tu alla Signora.
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Rispondi, Si o No!
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Avanti Dico rispondi!
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Signora, a dire il vero.
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Vi confesso Signora, che a dissimulare non ci sono portato, perchè per mia natura sono sincero, e dunque non vi dirò che sono sempre dello stesso animo verso di voi eche non vedo l'ora di raggiungervi, perchè, insomma, è sicuro che sono partito soltanto per fuggirvi. E non per le ragioni che forsevi figurate voi, ma per un puro caso di coscienza, e perchè convinto di non poter più vivere con voi senza peccato.
Mi sono nati certi scrupoli Signora e mi si sono aperti, sulle mie azioni, gli occhi del cuore. Ho riflettuto che per sposarvi io vi avevo strappato dalla clausura di un convento, che voi avete mancato ai ostri voti che vi tenevano impegnata in altra sede, e, considerando che il cilelo è gelosissimo in certe materie, ho temuto la sua ira e mi sono lasciato vincere dal pentimento.
Il nostro matrimonio mi è sembrato come un adulterio travestito, che ci avrebbe attratto qualche castigo dall'alto. In conclusione, ho pensato che dovevo fare di tutto per dimenticarvi e darvi modo di tornare ai vostri precedenti legami. Vorreste mai Signora, opporvi ad un così santo pensiero. e che tenendovi con me, io rischiassi di tirarmi addosso lo sdegno del cielo... e che..
.
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Sganarello il cielo!
.
Signora..
.
.
Sganarello, andiamo a portare a termine la nostra piacevole e impresa!
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Giurin guiretto... non ho copiato ne aperto il copione.

giovedì 12 novembre 2009

Siamo nel 1996 ad Ottobre, la data precisa non la ricordo, sono parole in libertà scritte a mano mancina, questa nota è significativa...

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scrivere scrivere lentamente
facendo attenzione a non sbagliare
comandare i muscoli della mano uno
alla volta, seguire con lo sguardo la
direzione della penna pronto a correggere
l'impulso errato prima che sia troppo tardi
rendendo incomprensibile il segno.
Lentamente, vivere lentamente assaporando
le sensazioni che ci attraversano,
gustare il sapore amaro della vita per
riuscire a scorgere le piccole variazioni
di gusto, cercare le sfumature della
dolcezza che da' l'amore, imbattersi nel
gusto salato delle lacrime


cambio di penna, cambio di tratto,
ancora più attenzione, l'inchiostro è fresco
lascia tracce che rendono la scrittura
ancora più fragile
fracile come i momenti di felicità, come
la percezione di un profumo che dura solo
il tempo necessario a scatenare emozioni
e sensazioni e poi svanire lasciando orfane
e spaventate quelle stesse emozioni
parole scritte, dette, che inciampano,
corrono, saltano, deviano dal cammino
miraggi di pensieri, avalon dei sentimenti
Parole e musica

mercoledì 11 novembre 2009

Che Testa!

La testa!... diceva una mia ex che la mia è sparata nel c..lo, sorprendentemente aveva ragione, ma in fondo tutte le ex hanno un po' di ragione, per lo meno non ci costa nulla lasciarle almeno questa soddisfazione, credo che si possa mettere nella casella dei vantaggi di essere ex insieme al fatto che, almeno loro, non mi hanno più tra i piedi.
Ma sto divagando come al solito.
La testa dicevo... già perchè ho passato tutta la giornata di ieri ricordandomi cosa avrei dovuto fare questa mattina: passare a recuperare i sopra citati libretti dei ricordi polverosi ed iniziare la penosa attività di virtualizzazione degli stessi.
Ore 7:30 si accende la radio sveglia, azz... un crepitio fastidioso mi sveglia, figurarsi se non mi si sposta il cavetto, che cerca tristemente di fare funzione di antenna, giusto di quel tanto da perdere la giusta sintonia... un riflesso condizionato dal fastidio fa si che parta il braccio e sbatta involontariamente sul tasto giusto, ok mi riprendo...
Ore 7:45: colazione, abluzioni, vestizione e check list per non lasciare nulla e via verso il garage... Ore 8:40: seconda vestizione casco, guanti, minuziosa verifica che qualsiasi pertugio sia ben chiuso per evitate che la lama d'aria gelida possa insinuarsi...
Ore 9:00: scendo dalla moto sotto l'ufficio e un urlo scuote l'aria fresca ed i passanti assonnati: "LA TESTAAAAA!", già il neurone troppo impegnato a riprendersi e mantenere quel minino contatto con la realtà necessario per raggiungere l'ufficio ... si è lasciato dietro l'obiettivo primario: le moleskine continuano a discutere tranquillamente con la polvere del garage!...

Rimane quindi il problema di riempire questo VLOG (Vuoto Blog) odierno con qualcosa di attuale, qualche idea illuminate, qualche frase ad effetto, qualcosa di intelligente... Ok, capito riprendo il fedele topo, sposto il puntatore sul tastone pubblica post e saluto gli zero visitatori che mai spenderanno il loro prezioso tempo a leggermi. A domani...

martedì 10 novembre 2009

inizio dalla fine

Ho sempre pensato di non essere molto sincronizzato con la vita. Fare un bilancio è sempre difficile e spesso si parte dai dati sbagliati, analizzare se stessi è come guardarsi allo specchio: l'immagine per quanto fedele è sempre speculare, perfetta in tutti i dettagli ma disperatamente "contraria"...

Non so bene cosa farci di un blog, fin'ora al massimo ho scritto pseudo diari su improbabili moleskine in momenti altrettanto improbabili della mia vita fuori sincrono.
Scrivere cosa e per chi?
Qual'è il senso di raccontarsi o raccontare storia vedendole apparire lentamente su di un monitor? E poi, non sono mai stato amante del web2.0, della virtualità, del assoluto vuoto della rete, quindi che senso ha aggiungere un nulla al niente?
Questa mattina seduto sul cesso, operazione fisiologica salutare, necessaria e per noi maschietti anche occasione di profonde riflessioni "sulla vita l'universo e tutto quanto", in radio è partita "blowing in the wind" ... che il buon vecchio Bob avesse ragione? Più pragmaticamente credo non ci sono risposte ma solo domande da porsi e che permettono di giustificare il proseguire del "camino" perché "no hay camino, se hace camino al andar".

Tutto questo sproloquio semplicemente per dire che approfitterò di questo spazi,o per recuperare i miei vecchi diari, scritti, obbrobri e offese alla lingua italiana, ora miseramente impolverati tra la cantina ed il garage, riportando fedelmente fatti e misfatti degli ultimi 15 anni (circa).
Nell'apertura di questo posto sottolineavo la mancanza cronica di sincronismo nella mia vita, conferma ne è che mi accinga ad utilizzare questo nuovo strumento per recuperare vecchie cose.
Vediamo come va a finire... per ora finisce qui!