Buongiorno a... credo nessuno ma non importa.
In pochi giorni d'assenza molte cose sono cambiate nel mio mondo reale, e cio è bello! Ho sempre avuto una propensione positiva ai cambiamenti, in fondo il cambiamento non ha mai una valenza specifica in se stesso, l'essere positivo o negativo è un effetto collaterale che si lega indissolubilmente a chi lo vive. Subìto o cercato, il cambiamento è sempre un'occasione: se si coglie si superano errori, smarrimento, confusione, la spinta del cambiamento ti porta ad una prospettiva nuova con l'entusiasmo ragazzino proprio della novità.
Anche in situazioni che apparentemente nuove non sono, c'è sempre una prospettiva, un angolo buio in ciò che abbiamo di fronte tutti i giorni, che per abitudine o per noia ci può sfuggire, ben venga allora il sobbalzo, lo spavento, il tuono che ci sveglia, il lampo che acceca, il battito d'ali di una farfalla, l'evento inatteso, non voluto che rompre lo schema e ci obbliga a guardare davvero, che sposta e spinge oltre lo sguardo e la coscenza, che dalle fondamenta tutto fa tremare, che finalmente obbliga a muoverti!
Scusate questo breve incipit ma l'ho ritenuto necessario per fissare un passaggio e contemporaneamente un recupero di una visione che pensavo persa. Evviva!
Ritorniamo invece alle vecchie pagine ingiallite dal tempo, ultima puntata su quell'ottobre del 1996 e su quel passaggio strano che è stato imparare a scrivere (con la mano sinistra), non credo che ci sia un qualche significato profondo o chissà quale recupero o regressione, non mi si sono aperti orizzonti di conoscenza, semplicemente è stato percorrere un cammino, imparare qualcosa d i nuovoè muoversi.
In pochi giorni d'assenza molte cose sono cambiate nel mio mondo reale, e cio è bello! Ho sempre avuto una propensione positiva ai cambiamenti, in fondo il cambiamento non ha mai una valenza specifica in se stesso, l'essere positivo o negativo è un effetto collaterale che si lega indissolubilmente a chi lo vive. Subìto o cercato, il cambiamento è sempre un'occasione: se si coglie si superano errori, smarrimento, confusione, la spinta del cambiamento ti porta ad una prospettiva nuova con l'entusiasmo ragazzino proprio della novità.
Anche in situazioni che apparentemente nuove non sono, c'è sempre una prospettiva, un angolo buio in ciò che abbiamo di fronte tutti i giorni, che per abitudine o per noia ci può sfuggire, ben venga allora il sobbalzo, lo spavento, il tuono che ci sveglia, il lampo che acceca, il battito d'ali di una farfalla, l'evento inatteso, non voluto che rompre lo schema e ci obbliga a guardare davvero, che sposta e spinge oltre lo sguardo e la coscenza, che dalle fondamenta tutto fa tremare, che finalmente obbliga a muoverti!
Scusate questo breve incipit ma l'ho ritenuto necessario per fissare un passaggio e contemporaneamente un recupero di una visione che pensavo persa. Evviva!
Ritorniamo invece alle vecchie pagine ingiallite dal tempo, ultima puntata su quell'ottobre del 1996 e su quel passaggio strano che è stato imparare a scrivere (con la mano sinistra), non credo che ci sia un qualche significato profondo o chissà quale recupero o regressione, non mi si sono aperti orizzonti di conoscenza, semplicemente è stato percorrere un cammino, imparare qualcosa d i nuovoè muoversi.
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scrivere scrivere scrivere! Quante cosa da scrivere.
Quanti pensieri, sensazioni in questi giorni, persi
nella loro interezza solo perchè non si scrive e non
soono state fissate. Allora si continua a vivere
in questo minestrone d idolore e gioia senza confini.
Non sono perso, sono gli stessi punti cardinali
che si sono mescolati, mascherati e indistinguibili.
Così in continuo movimento corro felicemente verso
il panico o mi allontano urlando dalla felicità!
Fermarsi mai, non posso e non voglio. Tale e tanta è
la voglia che fermarsi mi provoca dolore fisico
e allora meglio correre senza più fiato correre forte
con il cuore in gola, senza pensare, razionalizzare,
sempre e solo muoversi verso emozioni e amore.
Vita, vita e ancora vita, è già così compressa, grigia
che anche il dolore se scelto acquista senso
e trova il suo significato di esistere nel riempire
il vuoto e la solitudine dei sentimenti.
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... qualche giorno dopo...
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prosegue la scruttura mancina.
lunedì, grigio, stanco, alle spalle
il fine settimana, strano, solo senza sole
in compagnia senza sole.
venerdì ho ucciso amore, con la freddezza
di un killer, con l'ingenuità di un bambino.
Lucida follia o estremo o ultimo gesto d'amore...
ma poi verso chi? egocentrismo o auto annullamento?
Quegli occhi freddi, accusatori, qualle
domanda che le braccia conserte e tutta
la tensione del corpo dichiaravano
non aspettare risposta.
E poi un'ombra, una voce sussurrata
sembrava come aiutata dagli antichi
mattoni perchè arrivasse sino a me.
piccola figura, fuggitiva, priva di pensieri,
emozionata, sensazioni fuggite che lasciano
impronte confuse, che occhi offuscati dalle
lasrime non riescono a cogliere ne decifrare.
perchè, perchè, perchè, e opi domande domande domande.
in fondo solo parole, limitate, povere, facilmente
corrompibili, doppio giochiste.
Ed allora ancora domande, dov'è , come sta', cosa
nascondevano quegl'occhi, cosa chiedeva quell'ombra
nella notte.
Occhi azzurri, grandi, fragili, Cosa chiedono quanto
sono disposti a ricevere?
Ed io, sono solo o voglio rimanere solo,
solitudine, fasulla, ricercata, rinnegata.
Così fortemente voluta da farmi annullare i sentimenti migliori.
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