martedì 18 settembre 2012

Sogno...

Chi dice che in "chat" non si affrontano temi seri e profondi: in pochi giorni con un collega sono inciampato nel "Paradosso del gatto di Schrödinger", per poi cadere nel "Principio di indeterminazione di Heisenberg". Non volendo passare per il solito ingnorante in meccanica quantistica e fisica dei Quanti, sono andato ad abbeverarmi alla fonte Wikipedia, per la serie "so poco e quel poco anche confuso", ma almeno un' idea di cosa si sta parlando l'ho.
Questo inutile e noioso prologo non non è dovuto ad un mio amore per la fisica,  ma ad un contorto percorso mentale che, partendo dall'intrinseca caratteristica e volubilità dei Quanti,  se sai dove sono non puoi sapere dove vanno,  e passando ai loro imprevedibili salti energetici sono arrivato al Teatro.
Insomma ho pensato che se sostituisco  il soggetto "Quanti" con "Quelli che CRAB", il parallelo non è poi così esagerato; dall'energia alle emozioni, dalle emozioni al teatro il passo è breve ...et voilà eccoci quindi giunti all'argomento del post: Sogno di una notte di mezza estate.

Raccontare il mio quarto percorso teatrale evitando ripetizioni e ovvietà è alquanto difficile; complesso è stato anche portare in scena questo testo, il caro Guglielmo Squotilancia, al di là della traduzione scelta, già da solo porta un livello di complessità notevole che è rimasto tale dopo tutti i tagli e aggiustamenti del caso. Complicazione su complicazione si è deciso di andare in scena con una doppia rappresentazione (pomeridiana e serale). Chiudo, ma non completo, l'elenco delle difficoltà un ultimo dato non trascurabile: eravamo in 17 (alla faccia della superstizione).

La storia di questa rappresentazione parte a maggio, prime letture, distribuzione dei personaggi (solito momento di sclero personale, Antonio e Pier oltre che bravi sono pronti per la santità continuando a sopportarmi), ma in sostanza tutto si può riassumere nell'ultima giornata, la domenica del  debutto, riporto i fatti salienti:

Ore 10:15 Riprendono le prove delle ultime scene, in pratica mai provate nello spazio del teatro.
Ore 12:30: Prove terminate, che fatica!
Ore 13:15: Prova generale 
Ore 14:40: Generale terminata, non è andata così male (da buon superstizioso aggiungo: Purtroppo!) 
Ore 16:10: Ultimo tocco di Trucco e Parrucco, giusto in tempo per l'ingresso del pubblico in sala,
Ore 16:20 Sipario chiuso e pubblico in sala, brusio rassicurante almeno non sono 4 gatti. 
Ore 16:25: Silenzio si comincia, no fermi tutti (ma allora lo siamo davvero tutti superstiziosi) manca una cosa, la più importante: tutti in circolo, mano nella mano, poche parole di circostanza di Pier e Antonio e via ad un salutare e benaugurate  "MERDA" gridato in coro!

Il resto è lo spettacolo: tensione, errori, recuperi, passione, energia, pubblico che ride e alla fine applaude, beh è un pubblico di amici, mamme e zie, applaudirebbe comunque... ma comunque applaude.

Ho volutamente ridimensionato il racconto dello spettacolo non perché poco importante, è l'obiettivo finale di tanta fatica, la meta da raggiungere, il risultato degli sforzi di tutti.  Ma questa volta voglio sottolineare quello che per me,  più di altre volte, è stato il vero "Momento Magico" di questo percorso, quello che più di altri da un senso all'insieme: in quel circolo di mani unite, nelle parole di Pier e Antonio, negli sguardi dei miei AMICI, in quel urlo liberatorio, c'è tutta la magia ed il riassunto di mesi di lavoro. Un brivido mi percorre la schiena, la pelle si è arricciata, uno tsunami di emozioni, occhi lucidi, sentimenti veri, condivisione, comprensione, emozioni profonde, felicità e tensione, tutto vero, tutto senza filtri e scevro da condizionamenti, giudizi e interessi. 
In quel circolo c'è una magia vera, un "tutti per uno e uno per tutti" senza se e senza ma
Quel singolo momento vale tutto. Grazie Amici!