mercoledì 12 dicembre 2012

Un Nome


Ci sono strade che hanno nomi, indirizzi, destinazioni chiare; cammini tortuosi, a volte impervi, ma chiari nella mente; da un certo punto di vista semplici: li conosci o per lo meno ci provi, li scegli, li progetti e poi... inizi a percorrerli, mantenendo una direzione ma, come tutti i camminatori che si rispettano, lasciando aperta la porta per le deviazioni e la meraviglia della sorpresa.

qui sono a raccontare il cammino che non scegli e non prepari, quello che ti trovi a percorrere prima ancora di rendertene conto. Il primo a sorprenderti sei tu stesso, guardi i tuoi piedi che si muovono decisi e prendono un sentiero, cerchi di dare un nome a quel percorso ma non riesci, l'unica cosa che riesci a fare è stupirti e seguire i tuoi passi.

Pensi "Va bene", c'è da camminare e visto che le gambe vanno da sole non ti resta che adeguarti, non devi pensare a dare nomi, fare progetti, pianificare le soste, lasci che i piedi vadano da soli, spingi i sensi al massimo, registri tutto con curiosità, ti lasci meravigliare, decidi che, se non devi pensare, tanto vale arrenderti alle sensazioni... in fondo cosa mai ti può succedere: non ti sei dato obiettivi ne scopi da raggiungere, non ci sono aspettative,  semplicemente assaporare il cammino.

Passa il tempo, settimana dopo settimana la strada percorsa inizia a essere molta, si è intrecciata con altre storie, momenti e sentieri, ma quasi indisturbato il Cammino senza Nome è sempre li che scorre sotto i piedi... provo a fare mente locale per ricostruire il percorso almeno le tappe fondamentali... niente, è difficile visto che per gran parte del tempo ci si è abbandonati alle sensazioni... forse è iniziato con un sorriso notato quasi per caso, improvviso, luminoso, bello, o forse è iniziato senza una ragione specifica...
Provo a scavare ancora nella mente, ci sono sensazioni ed emozioni, man mano che strada veniva percorsa, si sono man mano arricchite, alle volte cogliendo una parola, altre con uno sguardo, un'espressione rubata, un contatto fortuito, una battuta. Il bello (perché comunque tutto ciò è bello)  che tutto è successo e sta succedendo, per il gusto di succedere...

Il sentiero ora è più ripido, ancora non è chiara quale sia la direzione, tanto meno se c'è una destinazione, percorrerlo è sempre bellissimo, anzi sembra più bello ogni giorno ad ogni passo scopri cose nuove, odori, sapori, sorprese ad ogni svolta. 
Ogni giorno che passa ti rendi conto che sarà difficile ritrovare la vecchia strada... è una discesa vorticosa emozionante ...  scelgo di continuare a non dare i Nomi, non so se per paura di vederli sparire una volta riconosciuti, per ora va bene così.
Continuo a camminare e non sono più solo!




martedì 11 dicembre 2012

momenti... di laboratorio

...momenti, momenti intimi, emozionanti, difficili.
Hai voglia a dire che facciamo un semplice laboratorio di teatro, che il percorso è uno strumento, che l'obiettivo è lo spettacolo e che tutto questo è funzione di un personaggio...  quando inizi a scendere dentro te stesso, la corda che usi  per calarti e che ti fa da guida, sono sensazioni ed emozioni tue, è l'intimo che normalmente tieni chiuso in una stanzetta recondita del tuo io (pudore, paura ?!?)  
Quello che scopri, o per meglio dire riscopri, e una sorpresa che va oltre la più fervida fantasia, ti colpisce come un pugno allo stomaco; già questo sarebbe più che sufficiente, ma noi siamo un po' masochisti, non ci basta forzare noi stessi a guardare la nostra nudità emotiva violentando il pudore, gli anni di lavoro per montare strutture e proteggerci dal mondo esterno e soprattutto da noi stessi.  
Siamo qui per fare (provare)  teatro, allora si va avanti sempre più giù, quello che trovi, emozioni sensazioni sentimenti li segui e poi ...ci permettiamo, proviamo, a  portarle allo scoperto,  è "roba" forte, da farti torcere le budella... ti ritrovi in bocca parole che non sono tue, racconti con la voce ed il corpo storie lontane, che mai hai vissuto, provi a far rivivere situazioni che probabilmente mai vivrai ... già, ma i sentimenti sono i tuoi, man mano che riesci a "stare" diventano semrpe più intimi,  profondi, forti, e allora le lacrime scendodo come un fiume in piena,  non le controlli più! Azz... è roba veramente forte!

....

Spengo i fastidiosi neon, rimane solo la luce fioca di un paralume precariamente agganciata agli scaffali, proietta una luce gialla e soffusa lasciando nell'oscurità gli angoli della sala, ho la sensazione che le pareti spariscano e al loro posto si apra uno spazio nuovo ... l'esercizio è provare a riempirlo.
Ovviamente nessuno si fa avanti... qualcuno ricorda il panico da interrogazione? Bene è la stessa cosa!



Alla fine qualcuno cede, in fondo siamo qui per questo mettersi in gioco, rischiare, superare pudore e timidezza è un'attimo. 
Una figura si alza, prende una sedia e si accomoda nel centro della sala, la luce disegna ombre nette sulla parete di fondo, noi tutti seduti sul pavimento in penombra. 
Prima c'è il silenzio che conquista lo spazio, si riempe di un corpo, parte la musica e le parole... il testo è bello e intenso e, strano a dirsi, a volte non aiuta, le parole scorrono veloci, la musica fa da sottofondo: primi passi in un mondo intimo,  sono un po' incerti, insicuri, noi comodamente seduti ascoltiamo, ogni tanto intravediamo chiaramente personaggio ed interprete, un po' come un'immagine sfocata, doppia... è un ottimo tentativo (almeno secondo me) ma ad Anto non basta.: "rimetti la musica dall'inizio... riparti da capo, stai dentro! usa l'osservatore! stai dentro"...