giovedì 21 febbraio 2013

... senza più un nome

Ho parlato di cammini senza nome, dei cammini dell'anima, ho descritto le sensazioni che si hanno nel percorrerli, ho concluso con una vena di ottimismo che poco si confà al mio essere, ma era necessaria e vera!

Ora sono qui a descrivere i nefasti effetti della paura, dell'indecisione, del panico che ti prende alla gola, che non ti fa respirare come se dopo tanto camminare rimanessi con il fiato così corto anche solo per fare l'unico passo importante, quello che completa il viaggio... l'ultimo!
Inebetito senza più parole ne pensieri, solo un groviglio di emozioni confusi, quello che era chiaro fino a pochi secondi prima è sparito! Il percorso... certo che lo ricordo perfettamente, so che dopo tanta fatica era quasi concluso.. ma ora vedo solo un'impervia scalata; sul fisico e sull'anima i segni di una fatica immane ... eppure era lì... Senza Nome, ma chiaro e luminoso.


Ora cammino senza meta, non è più questione di dare o non dare un nome alle cose, tutto si è rimpicciolito compreso il mio sguardo che non riesce più a sollevarsi, è diretto in basso, vedo solo i miei piedi,  la polvere che sollevano calpestando il terreno, non c'è altro...la paura mi impedisce di sollevare lo sguardo, allungare la mano... c'è solo la polvere e niente altro.

... solo!

... già, basterebbe allungare la mano, alzare lo sguardo e ammirare il paesaggio, voltarlo per trovare il sorriso di chi sta camminando accanto a me, già ... tutti gesti semplici, immediati come i risultati che ne scaturirebbero.
Ma non succede... e lo sguardo rimane basso... verso il vuoto del cuore, attratto dal buio che improvvisamente è calato dentro di me, senza una ragione se non la paura... le braccia rimangono attaccate al corpo come incatenate... la vita passa accanto, la percepisco, la sento respirare, il profumo, la meraviglia, ... mentre io mi muovo in direzione ostinata e contraria per citare malamente il grande Faber... il mio mondo si è ridotto ai gesti quotidiani di pura sopravvivenza, ti alzi, vai al lavoro, pranzi, ceni, guardi la TV, leggi dormi... ti rialzi... mi viene in mente la vecchia canzone di Enzo Maolucci, li però c'era lo slancio finale, una speranza di ribellione... ora non riesco a vedere neanche quella.

C'è una vena di follia nel riuscire a descrivere tutto in queste righe ma non riuscire a portare tutto ciò nella realtà... l'ultima ironia della vita la prima battuta del mio prossimo personaggio teatrale è
"bisogna che succeda qualcosa di nuovo" ... già ma quando?









venerdì 11 gennaio 2013

Ballare...

Ballate come se nessuno vi guardasse

Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita!

Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati... in seguito la vita sarebbe cominciata.

Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita.

Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo.

Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più quando lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara con cui passare insieme dei momenti preziosi, magici, indimenticabili; e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.

E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa.

Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.

Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.

Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.

Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.

La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.

Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.

Amate come se non doveste mai soffrire.

Ballate come se nessuno vi guardasse...

Daisaku Ikeda

mercoledì 2 gennaio 2013


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
da PensieriParole