Ora sono qui a descrivere i nefasti effetti della paura, dell'indecisione, del panico che ti prende alla gola, che non ti fa respirare come se dopo tanto camminare rimanessi con il fiato così corto anche solo per fare l'unico passo importante, quello che completa il viaggio... l'ultimo!
Inebetito senza più parole ne pensieri, solo un groviglio di emozioni confusi, quello che era chiaro fino a pochi secondi prima è sparito! Il percorso... certo che lo ricordo perfettamente, so che dopo tanta fatica era quasi concluso.. ma ora vedo solo un'impervia scalata; sul fisico e sull'anima i segni di una fatica immane ... eppure era lì... Senza Nome, ma chiaro e luminoso.
Ora cammino senza meta, non è più questione di dare o non dare un nome alle cose, tutto si è rimpicciolito compreso il mio sguardo che non riesce più a sollevarsi, è diretto in basso, vedo solo i miei piedi, la polvere che sollevano calpestando il terreno, non c'è altro...la paura mi impedisce di sollevare lo sguardo, allungare la mano... c'è solo la polvere e niente altro.... solo!
... già, basterebbe allungare la mano, alzare lo sguardo e ammirare il paesaggio, voltarlo per trovare il sorriso di chi sta camminando accanto a me, già ... tutti gesti semplici, immediati come i risultati che ne scaturirebbero.
Ma non succede... e lo sguardo rimane basso... verso il vuoto del cuore, attratto dal buio che improvvisamente è calato dentro di me, senza una ragione se non la paura... le braccia rimangono attaccate al corpo come incatenate... la vita passa accanto, la percepisco, la sento respirare, il profumo, la meraviglia, ... mentre io mi muovo in direzione ostinata e contraria per citare malamente il grande Faber... il mio mondo si è ridotto ai gesti quotidiani di pura sopravvivenza, ti alzi, vai al lavoro, pranzi, ceni, guardi la TV, leggi dormi... ti rialzi... mi viene in mente la vecchia canzone di Enzo Maolucci, li però c'era lo slancio finale, una speranza di ribellione... ora non riesco a vedere neanche quella.
C'è una vena di follia nel riuscire a descrivere tutto in queste righe ma non riuscire a portare tutto ciò nella realtà... l'ultima ironia della vita la prima battuta del mio prossimo personaggio teatrale è
"bisogna che succeda qualcosa di nuovo" ... già ma quando?
Premesso che non penso siano in molti a leggere questo tuo blog, non pensi di essere patetico a pubblicizzare in questo modo la tua vita?..ti sei preoccupato anche di mettere il richiamo al tuo componimento del 13 dicembre 2012, nel caso qualcuno si fosse malauguratamente perso una puntata..
RispondiEliminasono passati 3 anni, molte cose sono cambiate il caso ha voluto che solo ora abbia letto questo commento "anomino".
EliminaPatetico e Pubblicizzare, sono le parole che mi anno colpito: beh scrivere un blog è in qualche modo rendere pubblico quindi direi che ci siamo, patetico ... beh si forse il contenuto può essere considerato patetico, sicuramente anche mal scritto... ma non trovo patetico scrivere di me... non c'è niente che possa ledere la privacy di qualcuno se non la mia ma in quanto tale è una mia scelta... ci sono emozioni e sentimenti (forse patetici) al un lettore esterno possono piacere o meno ... ma un giudizio sulla pateticità dell'insieme non lo accetto... anche a distanza di anni! Ma tant'è visto che lo sconosciuto censore è Anonimo...