Titolo e argomento impegnativo la mediocrità.
Filosofi e scrittori di tutte le epoche hanno affrontato l'argomento. Grandi uomini, studiosi, sociologi e non ultimi schiere di psicologi e analisti, tutti a pontificare sulla mediocrità, sulla media ... ma in fondo cosa ne sanno tutti questi signori dell'essere mediocri?
Si può pontificare e lo facciamo, su tutta l'opera dell'uomo: leggiamo un libro e pur non essendo scrittori, ci facciamo le nostre idee, giudichiamo l'opera di uno scrittore magari non essendo in grado di scrivere neanche un Twit senza errori ortografici, e quando casualmente finiamo dentro un museo o pinacoteca eccoci tutti pronti, mediocri o no, ad analizzare luce, tecnica fin'anche il messagio dell'artista, ovviamante siamo gli stessi che chiamano l'imbianchino per il bianco alle pareti! Con esempi di questo tipo riempirei mille blog... e quindi, direte voi (NdA: vana speranza che qualcun'altro legga questo post)? Giudici, giudicati, giudizi tutto è legato ad un senso estetico, più o meno comune, al sentire, al leggere , all'interpretare il messaggio che il generico autore di una generica opera le appiccica sopra... ma stiamo parlando di "cose" e non di "uomini"... ma quanto alla mediocrità allora è di uomini e non di opere ... e qual'è allora il "senso estetico" per portene parlare?
Chi se non un mediocre DOC, può raccontare se stesso e quindi la mediocrità? ... A noi mediocri, in quanto tali, non piace che qualcuno ci giudichi o cerchi di capire, soprattutto se chi lo fa non ha la patente di mediocre, patente difficile da ottenere, non te la da nessuno, non si compra, non si può studiare da mediocri, è il risultato che si raggiunge sul campo dopo anni di battaglie e altrettante sconfitte, speranze abbattute e progetti sbagliati e anche così hai bisogno di tempo per metabolizzare il tuo stato, fai fatica a crederlo. Cosa ne può sapere della frustrazione chi vende migliaia di copie (dischi, libri, contatti sul blog), chi il successo lo ha guadagnato per meriti e capacità. Noi siamo un'altra cosa... noi siamo quelli che sanno di non riuscire, essere sempre un passo indietro, avere belle idee che non si concretizzano mai e solo per colpa nostra!
Questa mattina in auto ripensando al tema di questo post, pensavo che in fondo il problema si può riassumere con il termine "superficialità"... ben inteso non mi considero un superficiale, non nel senso comune del termine, direi ragionevolmente il contrario, superficialità è l'effetto e non la causa, mi spiego meglio: essere curioso di tutto ma non arrivare mai a nulla di concreto, iniziare mille attività e non concluderene nessuna, avere mille interessi fermandosi sempre alla superficie. Semplificando ulteriormente l'approccio è sempre stato quello del massimo risultato con il minimo sforzo, il che si traduce sempre con il non riuscire ad approfondire un bel niente, interessi, hobby, sport, anche il lavoro, l'entusiasmo ragazzino degli inizi si frantuma appena raggiunta la sufficienza, assimilati i principi generali un bel saluto alla voglia di continuare, passata la curiosità finita la novità, via ... passare subito ad altro o in assenza di alternative passare allo stato di ameba equivalente alla scena: divano+tv+cervello spento!
E' una vita difficile, stressante, combattere costantemente tra la curiosità e il fancazzismo è un'impresa... correre dietro alla voglia di fare e contemporaneamente trovare estremamente invitante il sofà con televisione annessa è scizzofrenia.
Il bilancio finale si traduce in una vita da mediocre ... e non da mediano.
Filosofi e scrittori di tutte le epoche hanno affrontato l'argomento. Grandi uomini, studiosi, sociologi e non ultimi schiere di psicologi e analisti, tutti a pontificare sulla mediocrità, sulla media ... ma in fondo cosa ne sanno tutti questi signori dell'essere mediocri?
Si può pontificare e lo facciamo, su tutta l'opera dell'uomo: leggiamo un libro e pur non essendo scrittori, ci facciamo le nostre idee, giudichiamo l'opera di uno scrittore magari non essendo in grado di scrivere neanche un Twit senza errori ortografici, e quando casualmente finiamo dentro un museo o pinacoteca eccoci tutti pronti, mediocri o no, ad analizzare luce, tecnica fin'anche il messagio dell'artista, ovviamante siamo gli stessi che chiamano l'imbianchino per il bianco alle pareti! Con esempi di questo tipo riempirei mille blog... e quindi, direte voi (NdA: vana speranza che qualcun'altro legga questo post)? Giudici, giudicati, giudizi tutto è legato ad un senso estetico, più o meno comune, al sentire, al leggere , all'interpretare il messaggio che il generico autore di una generica opera le appiccica sopra... ma stiamo parlando di "cose" e non di "uomini"... ma quanto alla mediocrità allora è di uomini e non di opere ... e qual'è allora il "senso estetico" per portene parlare?
Chi se non un mediocre DOC, può raccontare se stesso e quindi la mediocrità? ... A noi mediocri, in quanto tali, non piace che qualcuno ci giudichi o cerchi di capire, soprattutto se chi lo fa non ha la patente di mediocre, patente difficile da ottenere, non te la da nessuno, non si compra, non si può studiare da mediocri, è il risultato che si raggiunge sul campo dopo anni di battaglie e altrettante sconfitte, speranze abbattute e progetti sbagliati e anche così hai bisogno di tempo per metabolizzare il tuo stato, fai fatica a crederlo. Cosa ne può sapere della frustrazione chi vende migliaia di copie (dischi, libri, contatti sul blog), chi il successo lo ha guadagnato per meriti e capacità. Noi siamo un'altra cosa... noi siamo quelli che sanno di non riuscire, essere sempre un passo indietro, avere belle idee che non si concretizzano mai e solo per colpa nostra!
Questa mattina in auto ripensando al tema di questo post, pensavo che in fondo il problema si può riassumere con il termine "superficialità"... ben inteso non mi considero un superficiale, non nel senso comune del termine, direi ragionevolmente il contrario, superficialità è l'effetto e non la causa, mi spiego meglio: essere curioso di tutto ma non arrivare mai a nulla di concreto, iniziare mille attività e non concluderene nessuna, avere mille interessi fermandosi sempre alla superficie. Semplificando ulteriormente l'approccio è sempre stato quello del massimo risultato con il minimo sforzo, il che si traduce sempre con il non riuscire ad approfondire un bel niente, interessi, hobby, sport, anche il lavoro, l'entusiasmo ragazzino degli inizi si frantuma appena raggiunta la sufficienza, assimilati i principi generali un bel saluto alla voglia di continuare, passata la curiosità finita la novità, via ... passare subito ad altro o in assenza di alternative passare allo stato di ameba equivalente alla scena: divano+tv+cervello spento!
E' una vita difficile, stressante, combattere costantemente tra la curiosità e il fancazzismo è un'impresa... correre dietro alla voglia di fare e contemporaneamente trovare estremamente invitante il sofà con televisione annessa è scizzofrenia.
Il bilancio finale si traduce in una vita da mediocre ... e non da mediano.
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